Il pomodoro e la legge di gravitazione universale

IL presente articolo ha preso spunto dall’introduzione di “The China Study“, uno dei più vasti studi su rapporto tra cibo e salute.

Partiamo da un esperimento: prendiamo un bel pomodoro, di quelli maturi che si trovano in questa stagione, solleviamo ad un metro e mezzo circa da terra e lasciamo la presa. Cosa pensate che succeda? A meno che non vi troviate su una stazione spaziale, cosa altamente improbabile, il pomodoro cadrà con un moto naturalmente accelerato e si spiaccicherà ai vostri piedi. Si adegua alla legge di gravitazione universale.

IL suo movimento è stato studiato attentamente da menti del calibro di Galileo e Newton che sono arrivati a teorizzarne i dettagli con la formula che vedete in apertura di articolo. In questo caso la legge parla chiaro: si tratta di una conseguenza causa-effetto e nella stragrande maggioranza dei casi (ad eccezione della stazione orbitante sopra menzionata) il fenomeno di verificherà con identiche caratteristiche. Questa è la fisica con le sue leggi talmente granitiche che attraverso deduzioni logiche si è arrivati a teorizzare la presenza di microparticelle come il bosone di Higgs con anni in anticipo sulla sua effettiva scoperta. Come la fisica , anche la chimica gode di questa “capacità previsionale” al punto che il sistema periodico degli elementi era stato teorizzato da Mendéleiv anni prima della scoperta di tutti i suoi componenti.

Purtroppo la medicina, ed in special modo il ramo che si occupa della nutrizione, non può utilizzare questo ferreo rapporto causa-effetto per le sue leggi. Per fare un esempio pratico: prendiamo un altro pomodoro (quello di prima si è spiaccicato) ed invece di lasciarlo cadere mangiamolo crudo così com’è. Sappiamo che abbiamo introdotto un alimento che contiene numerose sostanze nutritive alcune delle quali, come il licopene, hanno spiccata azione antiossidante e possono prevenire l’insorgenza di forme tumorali. Ma non è detto che chi mangia pomodori non si ammali di cancro. Purtroppo succede. Allora si tratta di una bufala? No, studi accurati lo dimostrano. Dobbiamo dire che chi mangia pomodori diminuisce le sue probabilità di ammalarsi di determinate patologie. Ma sempre di calcolo di probabilità si tratta. Non è una certezza.

Questo è il punto debole di questo sistema: la mancanza di certezza terapeutica. Perché cambiare il proprio stile di vita, la propria alimentazione se poi non son neppure sicuro che la cosa funzioni ?
Quindi la dieta mediterranea è, innanzi tutto, una scelta logica. Studiare l’organismo umano è talmente complesso che fare previsioni assolute è pressoché impossibile. Le leggi che regolano l’universo sono poca cosa rispetto alle leggi che regolano la vita. Possiamo solo osservare, attraverso studi su grandi numeri, dedurre ed applicare. Sempre di percentuali stiamo parlando. Se seguirò le indicazioni del China Study, oppure dello Studio Epic avrò molte più probabilità di avere una vita sana ed attiva, minore probabilità di malattie croniche, migliore qualità di vita.

Nella scelta di questo tipo di alimentazione esiste anche un altro fattore che entra sempre nel calcolo delle probabilità: il nostro stile alimentare si sta allontanando sempre più dallo schema mediterraneo per avvicinarsi a quello oltreoceano che sicuramente non brilla per effetti positivi sulla salute. Quindi evitiamo le mode, le tendenze, le forzature industriali per ritornare alle nostre tradizioni che, è vero che non danno certezze, ma sicuramente ci danno alta probabilità di una vita sana e, soprattutto, lunga.

Paolo Morelli
paolo.morelli@mapyformazione.it

 

 

 

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