C’era una volta una dieta 6

L'alimentazione consapevole

C’era una volta una dieta 6

La Chiesa, nell’alto medioevo, scandiva letteralmente il ritmo di vita del popolo e dei potenti.

Le 12 ore canoniche segnavano i ritmi della giornata dividendo i pasti in tre sessioni: una colazione all’ora prima, ossia le sei/sette del mattino, fatta di pane, cereali, zuppe di orzo o fagioli, in genere avanzi della sera precedente. Poi tutti a messa ed all‘ora terza si preparava il cibo per tutta la giornata.

Alla nona ora il lavoro si arrestava e ognuno si concedeva il pranzo preparato al mattino: orzo, grano,legumi, molto pane che,a Firenze nello specifico, non ha il sale.

E poi tanti cavoli.

Non essendoci ancora frigoriferi, si mangia frutta e verdura di stagione raccolta nel territorio circostante. Oggi diremmo a chilometri zero. Il pesce è imposto una volta la settimana: si mangia la tonnina, ossia la schiena del tonno affumicata.

La carne non esiste nella dieta se non in occasioni molto speciali come i giorni di festa.

La sera si consuma una cena molto contenuta.

“Coci  tutto al mattino e serba l’avanzo per la sera. La sera sii parco e starai in salute” afferma Paolo da Certaldo nel suo libro su “li buoni costumi”. Costui fu un mercante che non ebbe grande fortuna nel commerci tanto che andò in rovina, però scrisse una specie di interessantissimo galateo dell’epoca. Ecco quindi ricomparire la nostra Dieta Mediterranea con la sola variante della presenza in tavola di grandi quantità di pane, così grandi che tutto ciò che non era pane veniva chiamato con n il nome generale di “companatico”.